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Giugno

21-26 giugno: partenza dei reparti della "Sforzesca" in vari scaglioni dalle sedi di Novara e Biella (il 17° Reggimento Artiglieria il 21 giugno, il II/54° il 22 giugno, il III/54° il 23 giugno, il I/54°, la Batteria d'Accompagnamento, la Compagnia Mortai Reggimentale e la 2^ Compagnia Cannoni 47/32 Divisionale il 24 giugno, il II Battaglione Mortai Divisionale il 26 giugno, il 53° Reggimento sempre il 26 giugno)

Trasferimento per ferrovia attraverso il Brennero, passaggio per Innsbruck, Norimberga, Lipsia, Varsavia

Luglio

inizio luglio: arrivo nella zona di Novo Gorlovka (attuale Horlivka, Ucraina)

14 luglio: giunge a Rikovo (attuale Yenakijeve)

16 luglio: trasferimento da Rikovo a Fashchivka

17 luglio: scontri a Schach 10 e Schach 21, il II/54° conta 3 caduti e 12 feriti

19 luglio: combattimento a Krasnij Luch e presa della città (citazione sul Bollettino tedesco del 21 luglio)

22 luglio: nuovi combattimenti a Krasnij Luch

25 luglio: trasferimento verso Malaja Nikolajevka (Malomykolaivka)

27 luglio: tappa a Georgeskoje

29 luglio: giunta a Woroschilowgrad (Luhansk) la divisione procede verso Millerovo passando il Donez su un ponte di barche

Le perdite della "Sforzesca" durante il primo ciclo operativo (fino al 30 Luglio) sono le seguenti:
Ufficiali: 3 feriti, 2 ammalati rimpatriati
Sottufficiali e truppa: 8 morti, 48 feriti, 76 ammalati rimpatriati

Agosto

3 agosto: sosta a ovest di Millerovo dopo aver eseguito, nei giorni precedenti, le seguenti tappe: Makakoff, Gerassimovka, Novosselovka, Rogalin, Dolotin

9 agosto: dopo aver passato, nell'ordine, Bokovskaja, Olenevka, Olkovji Rog, Kashary, Kjevskoje, Verkhne Astakhovskij, raggiunge Ponomarevka.

13 agosto: La "Sforzesca" raggiunge il fronte del Don e i suoi battaglioni sono autotrasportati in prima linea

Il 53° Reggimento ha in linea il II e il III Btg. così disposti:
a destra il III Btg. col comando nel kolkos di quota 190,1, la 10^ compagnia a Tjukonowskij, la 9^ a Nisch Matwejewskij, l'11^ a Werch Matwejewskij; a sinistra il II Btg. col comando a Nisch Kriwskoj, la 7^ compagnia a Pleschakowskij, la 5^ e la 6^ di fronte alla zona boschiva, che avranno ordine di occupare nei giorni seguenti; il I Btg. è di riserva divisionale a Jagodnij mentre il comando di Reggimento è posto a Werch Kriwskoj.

Il 54° ha in linea il II Btg. sulla destra con il comando a Simovskiy, la 7^ e la 6^ cp. sul Don e la 5^ cp. rivolta verso il settore tenuto dai tedeschi, ed il III Btg. sulla sinistra presso il villaggio di Krutovskiy. Il I Btg. ha il comando a Chebotarevskiy ed è diposto a difesa del fianco destro del Corpo d'Armata, per parare eventuali provenienze dal settore tedesco.

A rinforzo dei reparti di linea sono date 2 compagnie del CIV Btg. mitraglieri di C.A., oltre ai mortai del II Btg. divisionale (1^ cp col 54°, 2^ e 3^ cp. col 53°).

La 121^ Compagnia Cannoni 47/32 ha i suoi pezzi nel settore del 53° Reggimento. La 2^ Compagnia Cannoni 47/32, aggregata al 54° Reggimento, dispone i suoi plotoni in linea: il pl. del S.ten Incarnati presso Krutovskiy (alle dipendene del III/54°); il pl. del. S.ten Masera alla destra di Simovskiy verso il settore tedesco; gli altri due plotoni, S.ten Renda e S.ten Bronzini, alle spalle di Simovskiy.

L'artiglieria è alle spalle delle fanterie e, oltre al 17° Reggimento, sono presenti reparti di rinforzo.
La disposizione è la seguente: a sinistra il I Gruppo del 17° (pezzi da 75/18), il LX Gruppo del 30° Raggruppamento di C.A. (pezzi da 105/32), la 3^ batteria del 201° Reggimento Artiglieria (pezzi controcarro da 75/32); a destra il II Gruppo del 17° (pezzi da 75/18), il III Gruppo del 17° (pezzi da 105/28). A difesa delle artiglierie sono presenti i pezzi contraerei della 53^ batteria (pezzi da 20/65), a difesa dei comandi e dei depositi munizioni quelli della 302^ (pezzi da 20/65).

16 agosto: azione di pattuglie nemiche sulla sinistra e, soprattutto, sulla destra del settore. A Bobrovskiy (settore tedesco) una pattuglia del 54° cattura prigionieri russi. Si decide l'invio di ulteriori rinforzi a favore della Sforzesca: una terza compagnia del CIV Btg. mitraglieri, il Gruppo CC.NN. Tagliamento e il Reggimento Artiglieria a Cavallo.

17 agosto: verso le 2.30 un attacco russo si sviluppa in due punti della linea difensiva: ed est di Simovskiy (II/54°) e vicino al punto di sutura dei due reggimenti, ad ovest di quota 50,9 (III/53°). Gli attacchi, portati da forti pattuglioni sono respinti ma causano perdite importanti (a fine giornata si contano 23 morti e 49 feriti)

18 agosto: a seguito degli attacchi vengono prese alcune contromisure: la 2^ cp. del 53° è portata a quota 191,4 per rinforzare il settore di congiunzione dei due reggimenti; una cp. del CIV Btg mitraglieri è inviata a Chebotarevskiy in rinforzo al 54° Reggimento; il III Gruppo Artiglieria a Cavallo si porta anch'esso presso Chebotarevskiy per rinforzare il fianco difensivo di destra. Vengono rastrellati 68 prigionieri russi rimasti intrappolati nelle linee italiane durante l'attacco del giorno precedente.  

20 agosto: verso le ore 2.30 si pronuncia un violento attacco sovietico su tutto il fronte della Sforzesca. Particolarmente impegnati risultano i settori del II/54° (Simovskiy) e del III/53° (Tyukonovskiy). Verso le ore 4 anche l'estremo settore di sinistra viene pesantemente coinvolto (II/53° a Pleshanovskiy). I russi alimentano in continuazione i loro reparti (si tratta dei reggimenti 862° e 889° della 197^ Divisione, ed il 36° e 38° della 14^ Divisione della Guardia) sulla sponda destra del Don senza che il tiro di sbarramento delle artiglierie italiane riesca ad arrestarli. Per tentare di arginare l'avanzata nemica vengono inviati in linea i reparti di rincalzo (il I/53° nel settore di Tyukonovskiy, 2 plotoni artieri in rinforzo al II/53°). Intanto all'estrema destra, il settore più critico dell'intero schieramento, la 7^ cp. tenta un contrattacco che però non dà i risultati sperati costringendo tutto il II/54° ad arretrare sulle alture retrostanti. La minaccia di aggiramento costringe però il comandante ad ordinare un ulteriore ripiegamento verso quota 163,1 contrastato da forte tiro di mortai e mitragliatrici russe. Per cercare di ristabilire la situazione su questo tratto viene ordinato, per le ore 16, un attacco del I/54° ma l'azione è fiaccata sia dalla reazione nemica che dalla pioggia che rende difficoltosi i movimenti. Nel frattempo nel settore del III/54° continui attacchi e contrattacchi si alternano riuscendo però a mantenere il controllo italiano dell'abitato di Krutovskiy.

21 agosto: per la mattina vengono previsti dei contrattacchi su tutto il fronte per ristabilire la linea del Don. A tale scopo sono inviati numerosi rinforzi: una cp. lanciafiamme in supporto del II/53° a Pleshanovskiy, il XV Btg. guastatori affianca il III/53° da quota 190,1 verso Nizhniy Matveevskiy e Tyukonovskiy. Sulla destra, oltre alla prosecuzione dell'attacco del I/54° verso Simovskiy, viene chiamato in linea anche il 79° Btg. CC.NN. Ma i russi anticipano le mosse e lanciano un nuovo attacco con altre forze fresche giunte nella notte mettendo in ulteriore crisi l'intero fronte della Sforzesca: il I/54° è inchiodato sulle sue posizioni e non riesce a progredire oltre; così come il III/53° che non riesce ad avanzare verso gli obiettivi previsti ed è anzi costretto ad attaccarsi ad ogni appiglio per non cedere ulteriore terreno, disperati contrattacchi dei guastatori non portano ad un capovolgimento di fronte; il I/53° subisce anch'esso un violento attacco che lo obbliga a retrocedere da quota 190,1, lasciando così del tutto sguarnito il settore centrale della divisione. Per parare questa minaccia viene inviato il 79° Btg. CC.NN. in autocarri fino a quota 232,2 ma prima ancora che possano disporsi a difesa le camicie nere vengono investite dal fuoco dei russi che li avevano preceduti. La gravità della situazione porta i comandi ad ordinare un ripiegamento di carattere generale su due capisaldi arretrati: il 53° su Yagodniy, il 54° su Chebotarevskiy. E' vitale inoltre che vengano salvate le artiglierie. Sulla destra però la situazione subisce un nuovo peggioramento quando un attacco sovietico proveniente dal fianco destro si abbatte sul 63° Btg. CC.NN., nel frattempo disposto sul fianco destro della divisione, scardinandone la difesa e piombando sulle artiglierie, che a fatica respingono i nemici sparando ad alzo zero. L'attacco ha provocato però la rottura della linea di questo settore ed il I/54°, rimasto attardato nel ripiegamento su Chebotarevskiy, viene circondato intorno a quota 163,1 dove è costretto a trincerarsi per la notte.

22 agosto: durante tutta la notte prosegue il raduno delle forze nei capisaldi. Un estremo tentativo da parte del I/54°, all'alba, di forzare l'accerchiamento fallisce e solo uno sparuto numero riesce a rientrare nelle linee amiche. Un attacco nel pomeriggio investe sia Yagodniy che Chebotarevskiy, dove nel frattempo prosegue lo schieramento delle truppe a caposaldo.

22-24 agosto: avvengono scontri in entrambe le località. Il 23 agosto viene iniziato un attacco da Yagodniy (53° Reggimento ed elementi della "Celere") con l'ausilio di reparti della "Pasubio", ma il giorno successivo viene sospeso a causa degli scarsi risultati ottenuti. Nel frattempo si cerca di mantenere un collegamento tra i due capisaldi con l'utilizzo della cavalleria, la quale si spinge con azioni di ricognizione e disturbo tra le linee nemiche. Di particolare rilievo si dimostrano le cariche contro reparti di fanteria del 22 agosto dei Lancieri di Novara (quota 224,4 di Yagodniy) e del 24 agosto di Savoia Cavalleria (quota 213,5 di Izbuchenskiy). 

25 agosto: alle 1.30 Chebotarevskiy viene fatta segno di un bombardamento d'artiglierie che precede l'attacco delle fanterie (verso le 3) da nord, da ovest e, soprattutto, da est con l'obiettivo di aggirare le difese e dilagare alle spalle delle truppe disposte a caposaldo. Il III/54° oppone una tenace resistenza finchè non è travolto ed i russi entrano nelle linee italiane. Le restanti truppe arretrano combattendo verso Kotovskiy prima e Bolshoy poi dove finalmente si attestano.

26 agosto: alle 8.30, dopo una breve preparazione d'artiglieria, Yagodniy viene attaccata da est da importanti forze nemiche. Un nuovo attacco viene lanciato verso le 9.40 puntando verso sud per tagliare il caposaldo dal villaggio arretrato di Bakhmutkin. A dare man forte al 53° Reggimento vengono inviati in linea anche elementi della Celere che riescono, combattendo fino a sera, a stroncare le velleità russe.

27-28-29 agosto: altri tentativi russi di spezzare la difesa del caposaldo di Yagodniy falliscono. Ora obiettivo dei comandi italiani è rinforzare la linea tra questo e l'altro caposaldo di Bolshoy e, a tale effetto, viene decisa l'occupazione delle quote 228 e 226,7 affidate ad elementi delle Camicie Nere, al I/54° ed al II/54°, lo spazio che corre tra queste viene coperto dal II/54°

Durante la Prima Battaglia difensiva del Don le perdite della "Sforzesca" sono le seguenti:
Ufficiali: 21 morti, 54 feriti, 33 dispersi
Sottufficiali e truppa: 211 morti, 951 feriti, 891 dispersi

Settembre

1 settembre: viene tentato un contrattacco con due battaglioni Alpini da Bolshoy verso Kotovskiy

21-23 settembre: parte dall'Italia il 2° Reggimento di marcia, con il 53° e 54° Battaglione Complementi, per ripianare le perdite della prima battaglia del Don. Negli stessi giorni altri reparti di complementi partono dall'Italia e, tra essi, alcuni sono destinati alla "Sforzesca".

Ottobre

8 ottobre: la "Sforzesca" lascia il settore di Yagodniy, preso in consegna dai rumeni

10 ottobre: la "Sforzesca" viene disposta lungo il nuovo fronte sostituendo reparti della "Pasubio". In particolare il 53° ha il comando a Vodianskiy, il 54° a Verkhne Tokin; i battaglioni come segue: il I/53° dal limite sinistro del settore all'ultima casa di destra di Merkulov, il II/53° da questa casa allo zero di quota 130, il III/53° da questa quota al limite del settore reggimentale (pista che passa per quota 90), il III/54° dal limite del settore reggimentale allo zero di quota 150 di Olshanskiy, il II/54° da qui alla balka di Bazki compresa, il I/54°, di rincalzo, alla testata di una balka ad occidente di quota 182,3

Novembre

Cambi in linea: il III/53° viene posto in rincalzo a Osinovskiy, il I/54° sostituisce in linea il II/54° che passa in rincalzo

23 novembre: creato un Gruppo tattico agli ordini del generale Vaccaro, l'obiettivo è rinforzare la linea rumena travolta dai carri armati russi alla destra della "Sforzesca". Il Gruppo è così formato:
aliquota del II/54° (6^ cp. e parte 8^ cp. comandante Magg. Salottolo)
aliquota del II Btg. Controcarro di Corpo d'Armata (8 pezzi della 1^ e 3^ cp.)
aliquota del CIV Btg. Mitraglieri di Corpo d'Armata (14 mitragliatrici di due cp. ridotte)
I Gruppo da 75/32 del 201° Rgt. Artiglieria (comandante Ten. Col. La Guardia)

Il Gruppo tattico viene disposto come segue: 1^ Cp. da 47/32 al trivio sito ad ovest di quota 220,1 e la parte sud della curva a quota 200, col compito di sbarrare eventuali provenienze nemiche dalla direzione est e sud-est, formando l'estrema ala sinistra; II/54° in prolungamento delle truppe rumene e lungo la curva di quota 200 (Mejchin) col compito di contenere un'eventuale pressione nemica e di curare il collegamento a vista, se non materiale, con le truppe tedesche; 3^ Cp. da 47/32 alla destra del Btg. di fanteria con obiettivi in direzione est, sud-est; il Btg. mitraglieri a rinforzo del Btg di fanteria; il Gruppo da 75/32 a 1 km ad ovest di quota 220,1 e precisamente sulla strada Nish Maksay- Gorbatowskiy

28 novembre: alle ore 16 giunge l'ordine di rientrare nelle linee italiane. Le perdite del Gruppo tattico sono le seguenti: 2 morti (uno per mitragliamento aereo, uno per assideramento), 16 feriti, 28 congelati

Dicembre

13 dicembre: forte pressione nemica sulla 7^ Divisione rumena, posta alla destra della "Sforzesca"

15 dicembre: invio di pattuglie della "Sforzesca" oltre il Don fino a Veshenskaya, attività nemica debole in questo settore

17 dicembre: alle ore 16.30 si ordina la costituzione di un nuovo Gruppo tattico sempre agli ordini del Generale Vaccaro. L'obiettivo è contrattaccare truppe sovietiche nel settore della "Celere" e riconquistare posizioni sul Don perse dai Bersaglieri

Il Gruppo è così costituito:
III/53° su 3 compagnie (comando, 9^ e 10^ cp., forse aliquota 12^) comandato dal ten. col. Prelli, circa 300 uomini
II/54° su 3 compagnie (comando, 5^ e 6^ cp., aliquota 8^) comandato dal magg. Salottolo, circa 350 uomini
un Gruppo misto di artiglieria comandato dal magg. Simeone costituito da una Batteria da 149/28 (del XXIV Gruppo) ed una Batteria da 75/18 (del I Gruppo/17° Reggimento Artiglieria)

18 dicembre: le truppe del Gruppo giungono a Varvarin. Problemi di spostamento per le artiglierie causati dalle condizioni atmosferiche: solo 1 pezzo da 149 giunge sul posto. Alle ore 11.40, dopo brevissimo tiro di preparazione, inizia l'offensiva delle fanterie: il III/53° è posto in primo scaglione in direzione di quota 154,9 (Tikhovskoy); il II/54° procede in secondo scaglione verso la confluenza della Tikhaya nel Don. Il XIII/6° Bersaglieri collabora all'azione proteggendo il fianco destro dalle posizioni mantenute sulle linea del Don. Gli obiettivi prefissati sono raggiunti e le postazioni perse il giorno prima vengono riconquistate con poche perdite. Verso sera la linea italiana si rinforza con trincee di fortuna scavate nel ghiaccio, a rafforzare ulteriormente lo schieramento viene data in aiuto del Gruppo tattico una compagnia del Genio Artieri.

19 dicembre: verso le ore 2 si pronuncia un attacco sovietico contro il Gruppo tattico proveniente da varie direzioni, portato dal II Btg. del 566° Reggimento, da due batterie del 412 Btg. controcarro e da un reparto esploratori. Dopo una prima resistenza i battaglioni, persi entrambi i comandanti e minacciati di avvolgimento, sono costretti a ripiegare alla testata delle balke di Varvarin e Kalinovskiy. Le perdite di ufficiali e sottufficiali del Gruppo Tattico sono significative (ufficiali superiori: 1 morto e 1 disperso; ufficiali inferiori: 2 morti, 2 feriti e 5 dispersi; sottufficiali: 2 morti, 8 feriti e 12 dispersi). Nella notte intanto inizia l'arretramento della divisione dal Don alla linea "Puglie" (Merkulov - Verkh Tokin).

20 dicembre: il Gruppo tattico Vaccaro mantiene le sue posizioni per permettere lo sfilamento dei reparti di fanteria nella notte verso la linea "Roma" (sul fiume Chir), che viene decisa dopo diversi ordini contrastanti nelle ore precedenti. Alle 7 di mattina un mitragliamento aereo colpisce la colonna dei reggimenti di fanteria che, priva di armamento contraereo, subisce alcune perdite in morti e feriti.  A sera i due reggimenti si attestano sulle posizioni assegnate: il 53° sulla sinistra, a Verkhne Chirskiy, il 54° a destra, a Bolshoy Napolovskiy. Nel frattempo il comando della divisione, con le artiglierie ed i reparti autocarrati delle fanterie, prosegue il ripiegamento come da ordini attestandosi a Kamenka. In serata su questa località si abbatte un violento attacco di reparti corazzati sovietici (almeno una brigata, la 3^,  appartenente al 1° Corpo d'Armata Meccanizzato) provenienti da sud-est (settore rumeno). Il paese, che nel frattempo era divenuto punto di raccolta di truppe italiane, rumene e tedesche, viene circondato dalla manovra a tenaglia, nella quale restano intrappolati la maggior parte degli appartenenti al I Gruppo del 17° Artiglieria, mentre i superstiti cercano scampo in direzione di Popovka. Uno sparuto numero, nel caos della battaglia, prende un itinerario diverso gettandosi nella steppa (alcuni di questi, tra cui il cap. Luoni, raggiungeranno dopo 3 giorni di marcia la città di Millerovo). 

21 dicembre: nella mattina un nuovo attacco di carri armati investe Popovka dove il II/17° è costretto a difendersi sparando alle brevi distanze coi suoi cannoni, sostenuto da piccoli reparti di fanteria (soprattutto carabinieri), il paese viene tuttavia abbandonato retrocedendo ancora verso Makeyevka. Nel frattempo il III/17°, perso contatto già nel giorno precedente con i comandi della divisione, insieme al II/201° Artiglieria, prosegue lungo la valle Yablonovaya superando Popovka e puntando direttamente su Millerovo. Durante il tragitto però incrocia un altro reparto corazzato sovietico proveniente da nord (si tratta del 25° Corpo d'Armata) e nella lotta che segue viene quasi totalmente distrutto. A sera viene dato l'ordine ai reggimenti di fanteria, ancora attestati sul fiume Chir, di ricongiungersi al resto della divisione, ormai distante da loro più di 20 km. Appena la colonna inizia la marcia viene però investita da un attacco in forze di carri armati nemici (è la 110^ Brigata del 18° Corpo d'Armata Corazzato, seguita poi dalla 181^ e dalla 170^) proveniente da ovest e che punta al centro e alla retroguardia della colonna. L'avanguardia, guidata personalmente dal col. Contini, comandante del 53° Reggimento, e formata dal I Battaglione del 53° più alcuni reparti di supporto, riesce a sottrarsi all'accerchiamento prima che questo si compia. I restanti battaglioni vengono tutti chiusi nella morsa e successivamente catturati.

22 dicembre: Nella giornata raggiungono la località di Makeyevka altri reparti italiani sbandati della "Celere" e della "Pasubio" e del comando del XXXV Corpo d'Armata.